IL MIO VOTO ALLE REGIONALI….

Animato da normale senso civico il prossimo 31 maggio mi recherò alle urne perché reputo che il mio dovere sia quello di votare e non il contrario. L’astensione non la capisco, ha il sapore della fuga, così come non capisco la protesta, soprattutto quella fine a se stessa. Ma davvero c’è qualcuno che accredita Grillo e i grillini di capacità di governo? Vado a votare, dunque, e mai come in questo caso ho ponderato la mia scelta.

Per primo la scelta tra i due candidati presidenti. Tra il cristallino Caldoro e l’ineleggibile De Luca non ho dubbi nel propendere per il primo. Come si fa a dare la fiducia ad uno che lamenta la presenza di impresentabili nelle proprie liste (ma chi le ha compilate?) quando per la legge è egli stesso il primo tra gli impresentabili? Come si fa a votare uno che ostenta lo slogan “Mai più ultimi” quando la Campania ha toccato il fondo della vergogna mondiale proprio con l’amministrazione Bassolino-De Luca? Come si fa a votare uno che nel 2015 ancora fa accordi con un certo De Mita, secondo i peggiori riti della prima repubblica, pur di guadagnare qualche decimo percentuale ad una sconfitta sicura? Ma soprattutto, come si fa a votare uno che non può essere eletto alla carica per cui si presenta?

La seconda scelta è sul partito. Anche qui, non ho il minimo dubbio nel dare il voto a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Intanto perché è il partito dei valori, mi restituisce il senso dell’appartenenza e motiva la militanza nella coerenza. Ma è anche il partito della verità e della chiarezza. Dice cose chiare, e senza ipocrisia, sull’immigrazione, sulle pensioni, sul lavoro, sulle banche, sui giovani, sulle istituzioni, sulla sicurezza, sull’Europa. Parla chiaro insomma! E non è un caso se Fratelli d’Italia continua ad aumentare di consenso.

La terza scelta è sul candidato. La mia preferenza va convintamente ad Alberico Gambino, ed in accoppiata ad Imma Vietri. Ho parlato a lungo con Alberico nelle scorse settimane ed ho avuto l’opportunità di confrontarmi sull’idea di partito e di rappresentanza territoriale. Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale è l’unico partito che potrà tornare ad essere cinghia di trasmissione tra istituzioni e territori ed Alberico sarà certamente in grado di dare voce alle realtà locali presso il Consiglio regionale della Campania.

Certo, mi si potrà appuntare di essere andato sul sicuro. E’ facile scegliere Caldoro quando tutti gli indicatori di consenso lo danno vincitore, così come è facile scegliere Gambino quando da più parti viene indicato come il più votato tra i consiglieri regionali eletti a Salerno.

Diciamo che la mia scelta è stata facile, ma anche pragmatica. Il mio sostegno è un investimento per il territorio: il primo di giugno voglio avere la possibilità di poter telefonare a qualcuno per sottoporgli questioni di pubblico interesse. Se poi quel qualcuno sarà un Consigliere regionale di maggioranza con la possibilità di intercedere con il Governo regionale, tanto di guadagnato.

Su questa pragmaticità invito alla riflessione.

Traslazione Pietro Cardiello. Il mio Intervento in Consiglio Comunale.

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Seduta del 16 ottobre 2014

DSC_1639Intervengo a nome e per conto del Gruppo consiliare NOI SAN PIETRO con la richiesta che questa nostra riflessione venga allegata, quale parte integrante, al verbale di deliberazione in modo che rimanga agli atti del Comune. Naturalmente do voce anche al consigliere Giuseppe COIRO, oggi assente per improcrastinabili impegni di servizio, tra l’altro un militare in procinto di passare alla Polizia di Stato per cui chi più di lui avrebbe avuto voglia e titolo a partecipare a questa seduta.

 Saluto e ringrazio tutti i convenuti sottolineando la nutrita quanto inconsueta presenza di Autorità che conferiscono prestigio ad un evento già straordinario di suo. Ringrazio e saluto gli esponenti delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine che non hanno voluto far mancare la loro presenza, quest’oggi, a San Pietro al Tanagro.

 Saluto e ringrazio il Colonnello Lucio DI BIASIO, Comandante dell’8° ReggimentoDSC_1645 di Artiglieria “PASUBIO” certamente per la sua presenza ma soprattutto per aver accordato la partecipazione del picchetto d’onore e della rappresentanza militare, fatto che ci ha consentito di accogliere le spoglie del nostro caduto con il cerimoniale che la circostanza richiedeva. Il tutto avvalorato dal fatto che con i tempi che corrono non sempre le piccole realtà vengono autorizzate a beneficiare di questo servizio.

 Saluto e ringrazio il Tenente Colonnello dei Carabinieri Pasquale DE LUCA, nostro concittadino, la cui posizione presso i vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri è per noi motivo di pregio ed orgoglio.

 Ci tengo ad evidenziare l’impegno di Don Franco Maltempo, il nostro parroco, sempre in prima linea in queste occasioni che pur di essere presente ha disdetto altri importanti impegni precedentemente assunti.

 Un grazie particolare deve essere riservato ai familiari di Pietro Cardiello, per l’entusiasmo e la spinta emozionale con cui hanno voluto fortemente questa traslazione dopo aver casualmente scoperto che Pietro non era disperso bensì riposava presso il Sacrario Militare di Bari. Senza nulla togliere agli altri, un grazie a Franca Spinelli, l’animatrice di tutto, al nipote Rodolfo Ippolito. Ritengo che a loro ed a tutta la famiglia vada riconosciuto il ringraziamento dell’intera Comunità visto che il ritorno a casa di un caduto in guerra non può essere considerato affare domestico ma riguarda tutti noi ascrivendosi ai valori comuni di tutti.

 Ritengo, infine, che un sincero plauso vada tributato all’intera Comunità di San Pietro al Tanagro, certamente per la partecipazione ma ancor di più per come è riuscita a cogliere fino in fondo il significato del rientro delle spoglie di un figlio caduto per la Patria.

 Per sottolineare al meglio sul piano istituzionale la traslazione di Pietro Cardiello è DSC_1642stato convocato il Consiglio comunale in chiave commemorativa. Un atto dovuto quanto giusto. E sacrosanto, infatti, che i rappresentanti della Comunità nel Civico Consesso, con unità di intenti, si facciano carico di indicare a tutti i cittadini i valori ed i principi che devono unire piuttosto che dividere, quelli che appartengono a tutti, quelli che fanno di un agglomerato umano una Comunità. E quale valore più alto se non l’estremo sacrificio di un concittadino chiamato al dovere delle armi. Per questo, bene abbiamo fatto a superare la contesa elettorale prima di vivere questo momento, il modo migliore per rispettare la memoria di Pietro è stato quello di non strumentalizzarlo riducendolo a simbolo di parte.

 Ma chi era Pietro Cardiello? Naturalmente pochissimi lo hanno conosciuto in vita ed ancora meno possono raccontarne qualcosa se non per sentito dire. Io mi sento di dire che intanto Pietro Cardiello non era un eroe e tantomeno un ardimentoso dalle elevate qualità belliche, era semplicemente un giovane come tanti che ad un certo punto della sua vita fu chiamato al dovere delle armi. Naturalmente rispose e si recò al fronte forse neppure comprendendo fino in fondo i motivi per cui veniva strappato improvvisamente alla sua quotidianità. Era un giovane e fino a quel momento aveva vissuto come qualunque altro giovane sanpetrese dell’epoca. Dai pochi racconti che ho sentito ho percepito che pensava da giovane, finanche scherzava con gli amici sul proprio destino dopo aver ricevuto il precetto per la guerra.

 Per questa circostanza ci siamo adoperati per ricostruire un poco forse l’unica parte documentata della sua vita e mi riferisco alla sua vicenda militare, il suo periodo di servizio alle armi. Siamo riusciti ad avere documenti preziosi dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, abbiamo reperito perfino il diario storico del Reparto in cui prestava servizio sul quale ogni giorno veniva appuntata la cronologia dei fatti svoltisi durante le ultime ventiquattro ore. Siamo stati in grado di ricostruire le circostanze della sua morte.

 Pietro Cardiello intanto portava il nome più tipico di un sanpetrese, portava il nome del Santo protettore ed il cognome più diffuso della nostra Comunità. Nasce il 29 di agosto del 1913 e viene battezzato come Cardiello Pietro Aniello.

 Prossimo ai venti anni, viene chiamato a prestare il servizio militare nel luglio del 1933 per poi congedarsi nell’ottobre dell’anno successivo.

 Nel settembre del 1935 viene richiamato alle armi per mobilitazione in occasione della guerra di Etiopia, ma alla fine non viene mandato al fronte e riceve nuovamente il congedo nel luglio del 1936.

 Scoppia la 2^ Guerra Mondiale e Pietro Cardiello viene nuovamente richiamato alle armi il 30 di agosto del 1939, pensate il giorno dopo il suo 26 compleanno, e viene mandato a Foggia, sede del 9° Reggimento di Artiglieria di Corpo d’Armata. Qui vi resta un paio di mesi e poi viene messo in licenza in attesa di richiamo.

 Il richiamo definitivo arriva il 31 marzo del 1940, viene destinato della cosiddetta cartolina di precetto alle armi.

 Si presenta nuovamente a Foggia il 4 giugno 1940 ed il giorno dopo è già imbarcato al porto di Brindisi alla volta dell’Albania dove giunge al porto di Durazzo il giorno 6 giugno 1940 e viene assegnato al 18° Gruppo di Artiglieria da 105/28.

 Teniamo presente che l’Albania è uno stato amico che ospita le nostre truppe in preparazione della guerra alla Grecia che verrà dichiarata solo il 28 ottobre 1940, quindi dopo quattro mesi e mezzo che i nostri soldati sono sbarcati nei Balcani.

 E veniamo al momento decisivo della storia che stiamo raccontando.

 Dichiarata la guerra, le nostre truppe iniziano a muovere verso sud per invadere la Grecia ma trovano una resistenza che non avevano immaginato prima, dovuta anche ad una preparazione non adeguata. L’avanzata si arresta dopo pochi chilometri senza neppure oltrepassare il confine dell’Albania, in una regione chiamata Telepeni. Ed è proprio nella battaglia di Telepeni che perde la vita Pietro Cardiello.

 Siamo al 28 gennaio 1941, è un martedì, e la sera l’Aiutante Maggiore del Reggimento, il Capitano Andrea Papa, scrive sul diario storico:

 E’ inviata una squadra di osservatori del 26° Reparto Specialisti all’Osservatorio del Brenginit (settore di Klisura).

La divisione “Ferrara” invia un’aliquota di doni del Partito Nazionale Fascista che vengono distribuiti a tutti i Gruppi ed i Reparti.

Controbatteria sulle artiglierie di Val Druino.

Nuclei nemici che tentano un attacco nella zona del Bul Devrit che è arrestato; i gruppi eseguono interdizione.

Tiri di interdizione su baracche zona Steper.

In seguito a richiesta della Divisione “Ferrara” nella notte dalle 1.30 alle 5.20 vengono eseguiti, per rappresaglia dei tiri dell’altra notte, a intervalli, tiri in zona Gliacovo, le artiglierie divisionali eseguono contemporaneamente interdizione su altre località del settore.

Perdite: morti: 1 artigliere del XVIII Gruppo.

Feriti: 2 artiglieri del XVIII Gruppo.

Tempo: coperto.

 Ecco l’artigliere morto del 18° Gruppo è Pietro Cardiello così come viene riportato a foglio matricolare dove viene scritto:

Deceduto a seguito di ferite prodotte da schegge di proiettile di artiglierie nemiche”

 Date le circostanze ed essendo caduto entro i confini delle linee amiche, venne senza dubbio riconosciuto. Successivamente, nel tempo, venne poi trasportato e tumulato al Sacrario Militare di Bari dove ha riposato per oltre settant’anni. Il resto è storia di oggi.

 Voglio concludere il mio intervento rivolgendomi direttamente a Pietro Cardiello, lo faccio al cospetto delle sue spoglie ma convinto che in qualche misura sarà raggiunto dalle mie parole. Mi rivolgo a Pietro nella triplice dimensione che mi sento poter interpretare.

 Mi rivolgo a Pietro innanzitutto come Italiano, e lo ringrazio per il sacrificio che ha compiuto immolandosi per la pace, la libertà e la democrazia, contribuendo a trasmetterci un’Italia certamente migliore di come l’aveva trovata lui.

 Mi rivolgo poi a Pietro come rappresentante nelle Istituzioni e gli dico grazie per essersi elevato a simbolo di comune identificazione per la nostra Comunità, il valore del suo sacrificio oggi cementa ancora di più il legame di appartenenza e, fattosi esempio, guida ed orienta meglio le giovani generazioni.

 Infine, mi rivolgo a Pietro nella veste di Ufficiale in servizio alle armi e gli dico semplicemente: BEN TORNATO A CASA, SOLDATO!

 Gruppo consiliare NOI SAN PIETRO

 Giovanni GRAZIANO  Giuseppe COIRO     Giovanni ROMANO